Alessandro Mattia Mazzoleni

Intervento critico su "SIMBOLI NELLA MATERIA" la Cardboard art di A.M.MAZZOLENI

Ricorre proprio in questi giorni il 40° Anniversario della Giornata della terra “Eart Day”. Il perché di questa mia citazione? Ritrovo nella ricerca artistica di Mazzoleni un parallelo nella necessità della conservazione delle risorse naturali della terra. Eart Day è un avvenimento educativo, culturale indirizzato alla sensibilizzazione verso il risparmio energetico, il recupero dei materiali, la tutela della natura.
È questa una delle chiavi di lettura dell’arte di Mazzoleni, la sua Cardboard Art si fa protagonista e veicolo di un messaggio immediato, concreto. L’utilizzo che, del cartone l’artista ne fa, è alquanto interessante, innovativo, singolare. Il cartone, quale derivato cartaceo, è frutto di fibre vegetali, sapientemente ed elegantemente elaborato, in questo caso, si trasforma in opera d'arte, con un’azione rispettosa e di nobilitazione della materia. Emblema non soltanto sociale ma morale, ricco di contenuti sostanziali, che meditano sui temi che vanno dall'esistenza, al simbolismo mistico, esoterico, ruotando attorno al rapporto più immediato tra uomo e natura.
Mazzoleni utilizza, come suo taglio estetico, simbolico, forme geometriche consuetudinarie, ricorre così all’immagine del triangolo, del cerchio. Con il primo Mazzoleni individua un percorso, il triangolo è una freccia, una direzione verso l'universale, il microcosmo che si innalza verso il macrocosmo e viceversa. Il triangolo con tre punte richiama al numero di tre, il numero perfetto, all’unità primordiale. È’ l'idea della divinità, l'ascesa dell'uomo verso essa; Mazzoleni fa in questo senso un richiamo a una entità che tutela, protegge l’umanità e la natura, sia essa animale o vegetale, essenziale alla sopravvivenza dell’uomo.
Il triangolo è poi una figura intermedia tra, la sostanza quasi astratta, spirituale e la materia più immediatamente tangibile. Altrettanto energica e significativa l’immagine del cerchio, l’idea della perfezione, la compiutezza, l'unione, emblema di ciò che non ha inizio ne’ fine. È’ lo stato della sostanza primordiale, dell'immaterialità dell'anima. Questa figura, vista secondo una dimensione intellettuale, è legata al ciclo perenne della vita, è possibile qui pensare all’idea embrionale, alla cellula da cui ha origine la vita, con una concezione esistenziale di trasformazione perenne della materia.
Mazzoleni è così capace di entrare nell'essere della materia, da trasferire a noi la sua esperienza, un elemento che nella sua apparente durezza è di cartone, basterebbe un fiammifero o una pioggia per deteriorarlo. Una parafrasi con la società che lo stesso artista dichiara, superficialmente rigida, chiusa, ma priva sostanzialmente di consistenza.
Mazzoleni mette in evidenza le più intime peculiarità della materia, esprimendo attraverso forme e colori la sua morale, su fondali neri emergono sagome su drappeggi dorati, una “sarcastica ironia” in cui il colore dell’oro è quello di una materia preziosa, nobile, è l’illusione di un valore che non esiste. Altre volte emergono figure colorate, l’artista “gioca” nella maniera che più spontaneamente gli suggerisce in quel particolare contesto l'allegoria stessa dell'opera.
Se per Oscar Wilde “il pensiero e il linguaggio sono per l’artista gli strumenti della sua Arte”, Mazzoleni è senza dubbio capace di utilizzarli con sapiente ingegno.

Dott.ssa Lucia Basile

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