Alessandro Mattia Mazzoleni

La Cardboard art di Alessandro Mattia Mazzoleni

Il bambino esprime se stesso e ciò che lo circonda con mezzi primordiali, istintivi, spontanei; la sua conoscenza di sé e del mondo nasce dall’esperienza diretta: il sapere è prodotto dell’azione. Nella cultura moderna occidentale a quello stesso bambino verrà chiesto di farsi spettatore: egli dovrà memorizzare percorsi e strade sulle quali non ha mosso un solo passo, dovrà recitare preghiere, filosofie, postulati e formule in cui non crede.

L’artista è colui che, da un ventre di necessaria e imprescindibile cultura indotta, rinasce e bambino consapevole cerca altre strade, cresce e riscrive le proprie regole attraverso l’esperienza artistica.

Alessandro Mattia Mazzoleni è un artista straordinario, perché il suo percorso creativo è privo di discontinuità, egli è fin dalla nascita attore e mai è stato spettatore. Fra i cinque e i dieci anni di età Alessandro conosce e pratica, sotto la guida di un maestro, la chimica, la recitazione, l’arrangiamento musicale e ancora il giardinaggio, la preparazione dei profumi e la pittura, e sarà quest’ultima ad essere scelta quale mezzo espressivo già all’età di cinque anni con le sue prime opere. La sua maturità artistica ed intellettuale è stupefacente per un giovane che ha avuto i natali negli anni ottanta; nel 2005, quando approda alla cardboard art, Alessandro Mattia ha alle spalle quasi quindici anni di sperimentazione. Questo mezzo espressivo, dal quale l’artista ottiene completa soddisfazione, utilizza il cartone come primario strumento simbolico: “la società è di cartone, la morale e l’etica sono di cartone”, spiega lo stesso Mazzoleni. Il cartone, sebbene sia solo carta l’elemento costituente, è per sua struttura solido e in grado di nascondere e proteggere quanto contiene. Alessandro smaschera il contenitore e ne fa riaffiorare il contenuto, dipingendo con tratti netti e colori pieni la sua visione della realtà. L’arte di Alessandro Mattia è semplice, immediata, fatta di geometrie e colori che non cercano false metafore, ma piuttosto distillano concetti. In un’epoca in cui l’arte contemporanea cerca la medicina più forte per debellare la realtà di cartone, Alessandro M. Mazzoleni usa la finzione stessa del cartone come cura.

Dott.ssa Stefania Calabrò

 

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