Alessandro Mattia Mazzoleni

Intervento critico su "SIMBOLI NELLA MATERIA" la Cardboard art di A.M.MAZZOLENI


Il legame profondo che Mazzoleni instaura tra Simbolo e Materia è come un filo d’oro che unisce il tempo dell’attualità a quello dell’eternità. Le sue opere sono costituite da elementi leggeri ed effimeri come la carta, ma in quanto opere d’arte donano all’artista il potere dell’immortalità, dell’eternità, poiché racchiudono la sua anima. Oggi l'arte moderna ricorre spesso al linguaggio simbolico. Il simbolo è il mezzo preferenziale usato dall'arte per veicolare un messaggio emotivo da un individuo ad un altro. Ma da sempre creatività e capacità di astrazione sono state le peculiarità umane che hanno permesso la formazione di parole e linguaggi astratti e un patrimonio concettuale non visibile, un mondo di simboli.

Così Mazzoleni utilizza il simbolo, contrapposto alla raffigurazione iconica, ma dando alla materia stessa la sua evocazione simbolica: la carta, materiale effimero, deperibile. “Tutto è di cartone” afferma Mazzoleni, ossia, tutto perisce. Solo l’arte possiede l’eternità perché si identifica con la creazione. Il gesto creativo dell’artista, nonostante si compia attraverso soluzioni e materiali effimeri come il cartone è evocatore d’immortalità. Il Simbolo in Mazzoleni non e' che un Modello che rappresenta un concetto trascendente: Il cerchio, il triangolo, il numero sono espressione in forma visibile dell’ l'invisibile, vale a dire esprimono con la loro realtà sensibile la Realtà divina. Cogliere la realtà del simbolo significa cogliere in esso la realtà divina Da questo punto di vista, nessun altro mezzo espressivo distanzia di più l’uomo dal mondo fenomenico, facendogli attingere l’essenza profonda delle cose. Solo l’Arte, puro occhio del mondo, ci aiuta a non vedere più gli oggetti, le cose, la natura, la realtà tutta nella loro apparenza, nel loro involucro effimero e deperibile, ma nella loro sostanza, nell’essenza. La carta simbolo di illusione ed apparenza, è per Mazzoleni quel che nella filosofia indiana si chiama “il velo di Maya” che copre il volto delle cose. Ma in quanto mezzo e materia per l’Artista, è allo stesso tempo forza generatrice di irrefrenabile ed eterna creatività.


Prof.ssa Rita FASANO

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